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Tradizioni natalizie genovesi.

Il Natale è infine giunto anche quest’anno: forse sarà un pò meno faticoso di quello del 2020 ma ci siamo comunque portati dietro un grosso bagaglio di fatiche, data la situazione attuale, ormai in essere da quasi 2 anni. In ogni caso per me rimane un periodo emozionante e la cosa che trovo più affascinante del Natale sono le tradizioni!

Le tradizioni natalizie, che siano nazionali, regionali o famigliari, sono per me la gioia più grande di questo periodo: mi piace guardare tutti gli anni “Il Canto di Natale di Topolino“, “Mamma ho perso l’aereo” o “Gremlins“, adoro fare biscotti natalizi sempre nuovi (senza però dimenticare mai quelli classici al pan di zenzero!), il mio albero di Natale viene addobbato con le palline che usavamo quando ero piccola e aspetto tutto l’anno il pranzo del 25, che magari è sempre uguale ma non mi stanca mai.

Ed è proprio il cibo il protagonista di questo post, in particolare la tradizione culinaria genovese sotto le feste, adottata anche dalla mia famiglia. Perciò ti parlerò oggi dei piatti che più rappresentano il mio Natale a Genova, dal 24 dicembre in poi!

  • Tuccu genovese: il “tocco genovese” non è altro che la nostra versione del sugo di carne, adatta in particolare a ravioli e tagliolini. Solitamente si usa un taglio di carne tipo sottopaletta di manzo, viene quindi insaporito con vino rosso, funghi secchi, aromi e spesso anche una manciata di pinoli. Esiste anche il tocco di soli funghi, che io personalmente adoro quasi più della ricetta classica!
  • Capponmagro: antipasto tradizionale molto antico, consumato in origine dai pescatori direttamente sulle loro barche, è un piatto a base di gamberi, pesce cappone (da qui il nome!), patate, fagiolini, uova, salsa al prezzemolo e altre verdure come la barbabietola, di solito tutto presentato su una galletta o una fetta di pane. Il cappon magro è molto famoso in Liguria e se ne possono trovare diverse versioni, anche durante tutto l’anno!
  • Natalini: in casa noi li chiamiamo anche maccheroni di Natale. Io li adoro e non potrei più farne a meno. Si tratta di una pasta lunga e bucata, simili agli ziti, tradizionalmente serviti in brodo di cappone, senza essere spezzati, e accompagnati con pezzetti di salsiccia. Io li ho però mangiati spesso anche al pomodoro, sia con sugo classico sia al forno. E perchè no, sono ottimi anche con il tuccu!
  • Cima: “a çimma“, cantata anche da De Andrè nell’omonima canzone, è un secondo usato in generale per le occasioni speciali e si serve infatti sia a Natale che a Pasqua, con qualche piccola variazione in base agli ingredienti vegetali di stagione. Si tratta di una tasca di vitello riempita con carne, uova, verdura e formaggio, infine cucita e fatta cuocere nel brodo. Viene servita tagliata a fettine, quasi a salume. Che delizia!
  • Pandolce: il “pandöçe” è una vera istituzione. Anticamente era un lievitato (pandolce “alto”) arricchito con uvetta, pinoli, frutta candita e acqua di fiori d’arancio. In tempi più recenti si è diffusa la ricetta del pandolce “basso”, con stessi ingredienti ma con l’utilizzo del lievito per dolci chimico, dando al pandolce una forma leggermente meno gonfia. Nonostante quest’ultima ricetta sia quindi nata da pochi decenni, viene spesso menzionato come “antico pandolce genovese“. In ogni caso è una vera bontà, ormai io lo faccio tutti gli anni per regalarlo a Natale e mi piace infornare anche varianti altrettanto golose, come quella noci e cioccolato.

Sono curiosa di sapere quali sono le tue tradizioni regionali o di famiglia, oppure se sei genovese mi piacerebbe sapere cosa mangi tu a Natale o nelle feste! Scrivimi qui sotto nei commenti oppure su Instagram. Intanto ti auguro buone feste, ci vediamo al prossimo post, enjoy!

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