Ambruccia,  Life

Caparezza: devi fare ciò che ti fa stare bene.

Vorrei oggi discostarmi un pò dagli argomenti tipici del mio blog. Vorrei parlare di musica, in particolare del mio artista preferito in assoluto, poeta, rapper e cantautore italiano: Caparezza. Chi non conosce Caparezza? Almeno “Fuori dal tunnel” e “Vieni a ballare in Puglia” le abbiamo sentite tutti. Bene, io fino a 6 anni fa facevo parte della fetta di persone che lo conosceva per 4 o 5 canzoni, senza dar troppo peso ai messaggi nei testi e a quello che lui voleva esprimere.

Premetto, come “l’uomo che premette”, che la musica per me è una parte fondamentale della mia vita: non esco di casa senza le cuffie, faccio tutto con qualche canzone di sottofondo e succede spesso che la musica mi susciti delle emozioni fortissime, anche fino a far tremare tutto il mio corpo. Non sono musicista, non capisco nulla di strumenti o spartiti, so solo di averne bisogno. Ovviamente a tutti piace la musica ma vedo spesso gente in giro che si limita ad ascoltare ciò che passa la radio, mentre a me piace esplorare e scoprire tutto sugli artisti che mi piacciono. Da ragazzina ero la tipa strana, timida ed introversa, vestita di nero e coi capelli lunghissimi che si rinchiudeva in casa ascoltando cd metal e rock (e leggendo manga, fumetti, libri e trovando conforto con persone simili a me tramite internet). Mi sono rifugiata in particolare negli album dei Blind Guardian, dei Nightwish, dei Within Temptation, degli Amaranthe, dei Kamelot, degli Epica e di tanti altri gruppi o artisti. Crescendo la mia anima dark è rimasta ben solida ma, passata l’adolescenza, forse una parte di me chiedeva qualcosa di più, un passaggio diverso e un modo nuovo di ascoltare la musica.

Nell’estate del 2011 ho sentito “Legalize the premier” di Caparezza. Qualcosa nel cervello è scattato. Ho comprato “Il Sogno Eretico”, me ne sono innamorata follemente. Ho sentito gli altri 4 precedenti cd di Michele e non mi sono più fermata. E’ stato un vortice, un fulmine, un qualcosa che mi ha colpita profondamente. Abituata alla musica dai sound dark, scoprire il rap (italiano) è stata una vera svolta. Capa non è solo rap ovviamente ed è sempre avanti a tutti ma mi sono resa conto in seguito che lui stava facendo quello che io tuttora faccio fatica a fare: esprimersi con le parole. Testi complessi, con varie sfumature e pensieri nascosti, canzoni di denuncia politica e sociale, qualcosa di serio da raccontare. Negli anni mi sono avvicinata al rap in generale grazie a questa spinta e mi sono immedesimata in quello che veniva raccontato anche da altri artisti (Fibra, Nitro, Salmo, Clementino, Rancore, Ensi, Bassi Maestro, Marracash, Noyz Narcos e tanti altri.. cerco di scoprirne sempre di più!). Io trovo che nelle parole ci sia qualcosa di veramente importante per me, il mio percorso mi sta segnalando questo e mi sto impegnando per capire dove mi porta questa strada. Mi rifugio in particolare nella parola scritta, come sto facendo ad esempio adesso con questo blog, perchè non riesco ancora ad esprimere totalmente a voce ciò che posso invece scrivere. E quando ho sentito Caparezza ho pensato: questo qui sta esprimendo quello che penso ma che non riesco a dire. Sembra una banalità ma è così. “Potere alla parola”, diceva anche un certo Frankie Hi-Nrg Mc.

Sicchè sono solo 6 anni che lo seguo. So la discografia a memoria, sono stata a tre concerti, sono riuscita a fare con lui 3 foto, compaio in prima fila nel dvd “Esecuzione Pubblica”, ho 2 autografi e vari oggetti di merchandising. Ho un tatuaggio dedicato alla canzone che sento più mia del suo lavoro e che mi ripeto in testa in varie situazioni: “Fai da Tela”. Ho seguito anche il lavoro della sua band: Rino Corrieri, Alfredo Ferrero, Giovanni Astorino, Gaetano Camporeale e Diego Perrone, che ho incontrato a Figline Valdarno in occasione dell’uscita del suo disco da solista, “Dove finisce il colore delle fotografie lasciate al sole”, un cd che io amo moltissimo e che associo ad una parte bellissima della mia vita. Quella sera Diego mi ha ringraziato di essere andata al suo concerto e mi ha regalato il cd autografato. Faccio parte di gruppi Facebook e Telegram dedicati a Michele, lo supporto e lo supporterò ancora e ancora.

Faccio questo post però in particolare perchè il suo ultimo album mi ha colpito nel profondo. I suoi supporters si sono tutti accorti del cambio di stile e della scelta di fare un cd dedicato alla sua autoanalisi. Consiglio a chi è interessato di analizzare tutti i significati nascosti e gli easter eggs del suo “Prisoner 709”. Questo disco mi ha lasciato molto turbata dopo qualche ascolto per intero, ma non me ne ero resa totalmente conto finchè non me lo sono trovato davanti 2 giorni fa, 15/09/2017, al firmacopie di Milano. Abbiamo fatto la foto, mi ha firmato il libretto del cd e quando gli ho fatto vedere il tatuaggio, che vagamente si ricordava di aver già visto, mi ha detto “è un onore” (quale onore? Per me è un onore poterti parlare!). Gli ho chiesto istintivamente se potevo abbracciarlo e poi sono scesa. A quel punto mi è scesa addosso la tristezza. Ho visto un Michele stanco e con gli occhi tristi, niente Michele sorridente e con la luce negli occhi. Felice magari del suo lavoro, ma appunto in una sorta di “prigionia” data dal suo ruolo con poche vie d’uscita. Questa impressione, confermata anche da altre persone, mi ha lasciato uno stato di angoscia mica da poco. Riascoltando l’album ho messo in risalto i concetti chiave venuti fuori da subito, l’acufene di cui soffre (di cui già ho sentito parlare dato che ne soffrono persone a me molto vicine), la crisi totale, il non riconoscersi, i dubbi, il non sapere cosa fare della vita, l’ansia che sale e la voglia di evadere. “Una Chiave” mi ha, per varie ragioni, dato il colpo di grazia, facendomi piangere come una ragazzina. La sensazione venuta fuori da “Fai da Tela” è tornata ed è esplosa. La malinconia mi è partita anche con “Ti fa stare bene”, “Larsen”, “La caduta di Atlante” e “Prosopagnosia”. Ho adorato “Confusianesimo”, “Sogno di Potere” e “L’uomo che premette”. Questo album mi ha confortato e mi ha dato anche vari spunti di riflessione ma mi ha anche messo davvero tanta tristezza e angoscia, anche in base a ciò che sto passando in questo esatto momento. Devo ancora metabolizzarlo e farci pace, tranquillizzarmi e capire che la forza di Michele sta nel fatto che ha creato un disco meraviglioso sfruttando una sua debolezza. Ho la sensazione, dati anche i vari easter eggs (in particolare quello finale contenuto in “Prosopagno sia!”, messaggio da decifrare!), che possa essere il suo ultimo cd: lo rispetterò ma per me sarà devastante. Michele non mi conosce ma io mi riconosco in Michele, a modo mio.

Vorrei tanto che Michele leggesse questo post ma so benissimo di non essere nessuno e di essere solo una delle tante supporters che lo accerchiano e che stanno diventando sempre di più. Vorrei che sapesse che noi ci siamo e che gli applausi e i cori saranno sempre più forti di quello che può sentire dentro o dei fischi e rumori dell’acufene. So che lui cerca comunque di trarre positività da quello che gli succede e cerco di convincermi che andrà tutto bene (me lo dico anche per convincermi sulla mia situazione?). In ogni caso vorrei dire questo, per tutto quello che mi suscita e mi fa provare, tutte le emozioni belle e brutte e tutto quello che è servito per accompagnarmi nella mia crescita personale: GRAZIE MICHELE. Ci fai stare bene.

“Prisoner 709” è uscito il 15 settembre 2017. Vi lascio con il mio testo preferito dell’album, “Una Chiave”. Buona lettura e buon ascolto! Una Chiave – Caparezza

 

 

Edit (qualche giorno dopo la pubblicazione dell’articolo): mi sembra che Michele stia affrontando bene gli instore! A quanto pare non si aspettava tutto l’affetto ricevuto dalle persone in questi giorni e sembra che gli stia dando forza.. sono felicissima di questo! E’ un piacere vedere il suo sorriso, “che allarga come un ombrello rotto”! Vorrei solo che i giornalisti la smettessero di chiedere quando si taglierà i capelli 😉 Per chi andrà ai concerti (non potrò partecipare se non alla fine del 2018 dato che non sarò in Italia per un anno).. buon tour a tutti!!

photo_2017-09-16_22-01-52photo_2017-09-16_22-02-19photo_2017-09-16_22-02-35photo_2017-09-17_15-30-11

0 0 votes
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x